Così è la notte

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E quando tutti dormono, le situazioni assumono un loro fascino tutto particolare.
Strade vuote, finestre e serrande chiuse… solo le insegne commerciali rilasciano un tocco di colore. Quello che di giorno è vivo e colorato, di notte diventa uniformemente grigio.
L’auto fila molto veloce riportando ai colori diurni solo un fascio di terra davanti a sé, tutt’intorno c’è solo il buio.
150… 170… la strada scorre con piacevoli vibrazioni trasmesse al basso intestino. Le case sfrecciano attorno a noi. Al volante lei, la rossa, a rendere ancora più eccitante tutta la situazione. Sicura di sé, braccio teso sul volante, riconosce ogni centimetro di asfalto di queste tristi, vuote e desolate strade di campagna. Da autentica sbarazzina della strada mi porta in pochi minuti da un paese ad un altro alla ricerca di un filo d’ossigeno… di quel filo d’ossigeno di cui entrambi sentiamo il bisogno. Non siamo in città, territorio in cui mi sento di casa, qui l’immensa landa desolata permette a chi ne ha voglia di percorrere lunghe distanze in una manciata di minuti, giusto il tempo di una canzone. Un pezzo ben conosciuto e carico di ricordi ci accompagna ad alto volume durante questo veloce viaggio notturno. Un pezzo che entrambi in passato abbiamo adorato, ognuno a suo modo e nei nostri ben distanti mondi del tempo.

Ormai sono andati tutti via. Solo silenzio e buio. Poco distante una strada ormai poco trafficata, l’insegna rossa di un motel e le fastidiose luci del ristorante pizzeria usato poche ore prima per nutrirci.
Nel parcheggio solo le nostre due auto, una ricoperta in poco tempo dal freddo dell’inverno, l’altra trasformata in calda e comoda alcova. Siamo in un nostro piccolo mondo con il niente intorno. Sembriamo due amanti furtivi al loro incontro clandestino… ma non tutto è come lo si vede.
L’animosità delle parole… ed il tempo passa… il fumo che crea atmosfera… ed il tempo passa… un sorso per rinfrescarsi la gola… ed il tempo passa… la radio del primissimo mattino e le storie da fascia non protetta… ed il tempo passa… parole parole parole… ed il tempo passa… “ok, ora però ho voglia di sesso veloce”.
La fioca luce del parcheggio intravista tra il tettuccio ed i finestrini dell’auto. Il sedile a trenta gradi. La radio che continua a parlare. La sensazione di un istante che sembra durare un infinito. Poi la sento. La sento addosso. Sento come si muove. Sento il suo calore. Il suo movimento sempre più ritmato. Sento che non è come sempre, ma rimane bello uguale. E poi si ferma a fissarmi. Un attimo di pausa così come siamo, ci sta. Qui non è città… qui è tutto più tranquillamente realizzabile.
Una sigaretta… quella ci sta sempre… dopo… e prima del rientro in città.
“Non abbiamo più l’età per queste cose” qualcuno mi ripete spesso… ma le sensazioni sono sempre ugualmente belle, se non di più.